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Contractors. Speculazioni economiche in un clima di distruzione creativa, di Antonio Pagliarone

Prefazione di Tiziano Tussi ed una appendice di Giuseppe Sottile

 

incipit:

"Socialismo o Barbarie” era un ritornello caro agli intellettuali più radicali con il quale ci prospettavano un probabile futuro in occasione dei grandi eventi verificatisi nel lungo periodo in cui i miti della sinistra hanno influenzato il cosiddetto “vecchio movimento operaio”. Fu Rosa Luxemburg a proporre queste due possibili soluzioni poste in alternativa allo scoppio del Primo conflitto mondiale, ma questo slogan è stato ripreso regolarmente in occasione dei “processi di trasformazione” che, secondo certa pubblicistica di estrema sinistra, si sarebbero manifestati nel corso del XX secolo. Sinora però nessuno si è preoccupato minimamente di dare una descrizione chiara e ragionevole ai due fenomeni in oggetto; anche se oggi possiamo affermare che il socialismo ha prodotto l’assurdo costituito dall’economia e dalla società sovietica, comunque ci si dovrebbe soffermare un momento sul termine “barbarie”, specie dopo i recenti avvenimenti legati al disastro dell’11 settembre che hanno portato alle aggressioni militari in Afghanistan, in Iraq e più recentemente in Libano

 

Sedizioni Editore

 

 

 

 

Inizio modulo

 

Ma il capitalismo si espande ancora?

di Pagliarone Antonio, Sottile Giuseppe


 

Ma il capitalismo si espande ancora?

 

Prezzo: € 22.00

Disponibilità: In pubblicazione
 

 


Dettagli del libro

asterios.editore@asterios.it

Si comunica che chiunque ordini il testo all'editore prima della pubblicazione (prevista per fine settembre) otterrà uno sconto del 20% e nessuna spesa di spedizione.

 

 

Segui il tuo corso e lascia dir le genti

K. Marx citando Dante nella Divina Commedia

 

 

Questa raccolta di testi ha lo scopo di proporre e far conoscere una serie di contributi critici sulla situazione economica e sociale di vari paesi sviluppati e cosiddetti “emergenti” scritti da autori che affrontano l’analisi da un punto di vista prevalentemente empirico. Questo perché ci sembra nel nostro paese manchi una letteratura economica con queste caratteristiche; infatti molti dei lavori qui presentati, utilizzando l’evidenza empirica, tendono ad andare contro corrente rispetto a luoghi comuni ormai da noi sedimentati a causa di una pessima informazione circolante, tutta volta a fornire una immagine apologetica ed ideologica della situazione sociale ed economica generale. Questa raccolta non indica un orientamento economico e politico da parte dei curatori ma ha come obiettivo quello di stimolare un interesse ed un approccio non ideologico e propagandistico sulle questioni di carattere economico.

Articoli di questo genere sono disponibili in un sito che ha la stessa funzione della raccolta presentata ed il cui indirizzo è www.countdownnet.info.

La raccolta è stata curata da Antonio Pagliarone e  Giuseppe Sottile. Doriana Mascolo e Sergio Mazzarelli hanno tradotto alcuni testi. Un particolare ringraziamento va a Paolo Giussani per i contributi forniti e per i consigli preziosi, senza i quali non sarebbe stato possibile fare uscire questo volume, e ad altri che ci hanno dato una mano nella revisione dei testi.

 Antonio Pagliarone

Giuseppe Sottile

 La raccolta è costituita dai seguenti articoli alcuni preceduti da una breve nota che ne illustra il contenuto in generale.

 

Introduzione

Ma il capitalismo si espande ancora? Dal mito della crisi al mito dello sviluppo, di Antonio Pagliarone

 

 La dinamica dell’economia USA

Il contrasto tra il 1929-30 ed il 1999-2000, di Kurt Richebächer

 Le corporation non finanziarie ed il ciclo economico USA dal 1971 al 2001, di Trevor Evans

 La generazione del debito, di Porter Stansberry

Lavori spazzatura, di Daniel Gross

 Bassa occupazione, crescita modesta: le spese militari logorano l’economia, di David Gold

 

La realtà europea

La deregulation del mercato del lavoro ed i problemi dell’occupazione in Europa, di Andrew Glyn 

 L'orario di lavoro a inizio secolo, di Pietro Basso

 L’andamento del saggio del profitto in Germania a partire dagli anni ’60, di M. Ufuk Tutan, İzmir e Al Campbell

 La globalizzazione e lo sviluppo del capitalismo in Russia, di Simon Clarke

 Turchia 2001-2004. Strangolata dal FMI, bloccata da un debito crescente e con una ripresa squilibrata, di Erinc Yeldan

  

Le condizioni di altri paesi

 Cosa sta succedendo alle statistiche del PIL in Cina?, di Thomas Rawski

 Le difficoltà strutturali dell’economia giapponese, di Makoto Itoh

Principi, strategie e tattiche della “demercificazione” in Sud Africa, di Patrick Bond 

 Una sintesi delle condizioni del mercato del lavoro in Argentina, di Claudio Lozano e Eduardo Manjovsky

La crisi economica dell’Argentina: interpretazioni e proposte, di Claudio Katz

 

 

  

 

La lobby israeliana e la politica estera degli Usa

di John Mearsheimer e Stephen Walt

 


È possibile avere una discussione civile sul ruolo di Israele nella politica estera americana?

Abbiamo scritto “La lobby israeliana” al fine di iniziare una discussione su un soggetto che è diventato difficile da trattare apertamente negli Stati Uniti. Sapevamo di provocare una forte reazione e non siamo sorpresi che alcuni dei nostri critici abbiano scelto di attaccare apertamente i nostri scritti e di travisare di proposito le nostre argomentazioni. Siamo però anche gratificati dalle tante attestazioni di stima che abbiamo ricevuto e dai commenti positivi che sono emersi sui media e nella blogsfera. È evidente che molte persone, inclusi ebrei e israeliani, sanno che è venuto il momento di aprire una discussione seria sul ruolo di Israele nella politica estera americana e sulle relazioni tra questi due paesi.
Uno degli argomenti addotti contro di noi è che noi vedremmo la lobby israeliana come una bene organizzata cospirazione da parte degli ebrei. Alcuni sostengono che le “accuse al potere degli ebrei rappresentano una delle più pericolose forme moderne di anti-semitismo”. È una posizione che noi condanniamo e respingiamo nei nostri scritti. Infatti, descriviamo la lobby come una coalizione di elementi individuali e di organizzazioni indipendenti senza un quartier generale. Essa include persone perbene come gli Ebrei e gli ebrei-americani che non rigirano la legge a seconda delle proprie posizioni.
La cosa più importante è che la lobby israeliana non è segreta, clandestina; al contrario è apertamente diffusa e sostenuta nei più vari gruppi di interesse politico, dietro a essa non vi è alcun atto illegale o cospiratorio.

 

John Mearsheimer, insegna Scienze Politiche a Chicago.
Stephen Walt, insegna Affari Internazionali alla Kennedy School of Government di Harvard.

 

Asterios Editore s.r.l.


 

 

   

INCONTRO-DIBATTITO SUGLI ATTENTATI DELL’11 SETTEMBRE 2001

VENERDI', 10 NOVEMBRE ORE 19,30

La disinformazione imperante sulla dinamica degli attentati dell’11 settembre negli USA, perdurata per anni, ha spinto numerosi osservatori in tutto il mondo ad analizzare con spirito critico i fatti accaduti in relazione alla dinamica degli attentati, alle cause che li hanno determinati ed alle conseguenze che ne sono derivate ed alle quali abbiamo assistito in questi ultimi cinque anni.

Nel corso dell’incontro verrà proiettato il video “11 settembre 2001 Inganno globale” di Massimo Mazzucco  Il film, che ha acquisito notorietà dopo le  trasmissioni di Matrix in cui Mentana ne ha proposto alcuni spezzoni, è disponibile in rete (su www.luogocomune.net) e in dvd (distribuito da Arcoiris Tv).

Al termine della proiezione seguirà un dibattito sul filmato nel quale Paolo Sensini e Giuseppe Sottile risponderanno alle eventuali questioni che sorgeranno sulla effettiva dinamica degli eventi verificatisi l’11 settembre ed affronteranno alcune questioni attinenti le possibili cause che stanno alla base di quell’evento, nonché degli accadimenti successivi nel Medio Oriente ed in Iraq.

In particolare, nelle relazioni verranno affrontate le dinamiche politico-ideologiche che hanno preparato l’evento, alcuni aspetti relativi alle spese militari ed alla privatizzazione del Complesso Militare Industriale USA e verranno affrontate criticamente, tra l’altro, le tesi relative agli interessi sul petrolio mediorientale.

             

Count Down & ASK191 organizzano:

al Centro Sociale ASK 191 – Viale Strasburgo, Palermo

Proiezione dell’inchiesta “11 settembre: Inganno globale” di Massimo Mazzucco

Dibattito con Giuseppe Sottile e Paolo Sensini

Parteciperà in collegamento telefonico da Los Angeles Massimo Mazzucco

  

 

 

 

INCONTRO-DIBATTITO SUGLI ATTENTATI DELL’11 SETTEMBRE 2001

MERCOLEDI 27 SETTEMBRE    ORE 17.00

C/O LIBRERIA HOBELIX, via dei verdi, 21

La disinformazione imperante sulla dinamica degli attentati dell’11 settembre negli USA, perdurata per anni, ha spinto numerosi osservatori in tutto il mondo ad analizzare con spirito critico i fatti accaduti, le cause che li hanno determinati e le conseguenze che ne sono derivate ed alle quali abbiamo assistito in questi ultimi cinque anni.

Nel corso dell’incontro verrà proiettato il video “11 settembre 2001 Inganno globale” di Massimo Mazzucco  Il film, che ha acquisito notorietà dopo le  trasmissioni di Matrix in cui Mentana ne ha proposto alcuni spezzoni, è disponibile in rete (su www.luogocomune.net) e in dvd (distribuito da Arcoiris Tv).

Al termine della proiezione seguirà un dibattito sul filmato nel quale Giuseppe Sottile e Paolo Sensini risponderanno alle eventuali questioni che sorgeranno sulla effettiva dinamica degli eventi verificatisi l’11 settembre ed affronteranno alcune questioni attinenti le possibili cause che stanno alla base di quell’evento, nonché degli accadimenti successivi nel Medio Oriente, ed in Iraq in particolare.

Nelle relazioni verranno affrontate le dinamiche politico-ideologiche che hanno preparato l’evento, alcuni aspetti relativi alle spese militari e alla privatizzazione del Complesso Militare Industriale USA e verranno affrontate criticamente le tesi relative agli interessi sul petrolio mediorientale.

Coordina Gino Sturniolo.

 

 

Organizzano: LABORATORIO e COUNTDOWN

 

 

 

 

RELAZIONE CONFERENZA DI MILANO

 

Alla conferenza di Milano il 9 settembre dal titolo “11 Settembre: Inganno Globale” è stato proiettato inizialmente il filamto di Massimo Mazzucco dallo stesso titolo (reperibile presso il sito Luogo Comune). Sono convenute più di un centianio di persone

Vi è stato un intervento introduttivo di Tiziano Tussi sullo stato dell’informazione nel nostro paese e sulla disinformazione portata avanti anche da certa pubblicistica della sinistra di opposizione.

Un intervento di Emanuele Montagna relativo alle pesanti incongruenze presenti nella versione ufficiale degli attentati dell’11 settembre con un intervento di Massimo Mazzucco , in collegameto telefonico dalla California, relativo alle ultime informazioni accumulate sulla dinamica degli attentati, comunque un intervento sempre relativo alle dinamiche dei fatti con delle risposte ad alcune domande del pubblico

Paolo Sensini ha sviluppato alcune tesi  sugli aspetti e le dinamiche che hanno preparato l’evento individuando ragioni che hanno portato agli attentati che mettono in discussione le versioni ufficiali relative alla minaccia del terrorismo islamico radicale, ossia approfondendo il ruolo di Israele nell’influenzare le scelte operate dalla Banda del Pentagono (più famosa come la Lobby de Pentagono). La tesi insisteva sulle scelte operate dallo Stato di Israele da una parte per eliminare definitivamente la questione palestinese e dall’altra per realizzare il progetto di espansione verso l’esterno a spese degli stati arabi con la conseguente riduzione delle aree confinati a semplici territori dove ammassare una specie di “untermenschen” arabi.

Antonio Pagliarone ha esaminato da un punto di vista empirico il declino economico degli USA e soprattutto l’andamento decrescente delle spese militari americane dopo l’era reaganiana ed il successivo crollo del Muro di Berlino ed il ruolo della “Lobby” del Pentagono nella dinamica dell’outsourcing che sta radicalmente cambiando la struttura del Complesso Militare Industriale americano. In sostanza gli attentati dell’11 settembre costituiscono solo un momento della dinamica che ha trasformato l’economia americana in una specie di giungla speculativa dove la Lobby del Pentagono per i suoi interessi utilizza l’arma del terrore per fare affari con le privatizzazioni ed i contractors coinvolti nelle operazioni militari in vari paesi ( e nei possibili prossimi conflitti che si affacciano all’orizzonte) e per reagire così al declino delle spese militari.

Giuseppe Sottile ha poi trattato alcuni aspetti relativi alle conseguenze della politica estera americana mettendo in discussione le tesi ricorrenti che vedrebbero l’aumento delle spese militari come dovuto alla necessità d’approntare un meccanismo anticiclico rispetto alla crisi economica in corso in USA ( “effetto moltiplicatore” prodotto dalle spese militari), dimostrando anzi, alla luce di alcune indagini, l’effetto contrario, impedendo esse ogni sorta di probabile ripresa economica. Inoltre sono state messe in discussione le tesi relative agli interessi sul petrolio mediorientale da parte della cosiddetta “superpotenza”. Lo slogan”No Blood for Oil” che ha caratterizzato i movimenti di opposizione si è rivelato così completamente infondato. Giuseppe Sottile ha infatti analizzato la dinamica dell’andamento del prezzo del greggio legato alla produttività più bassa dei pozzi petroliferi americani e dimostrato chiaramente che la rendita petrolifera realizzabile in un paese devastato come l’Iraq non riuscirebbe a compensare neppure lontanamente le conseguenze negative sull’economia americana dovute all’impegno militare in quel paese. In tal modo si rafforzerebbe la tesi che la Lobby del Pentagono trae profitti principalmente dalle operazioni belliche e dai contratti di ricostruzione del paese e dalla gestione delle truppe di stanza nei paesi interessati dai conflitti.

 

 

 

 

CONFERENZA SUGLI ATTENTATI DELL’ 11 SETTEMBRE 2001

 

Organizzata dai curatori dei siti web LUOGO COMUNE http://www.luogocomune.net e COUNTDOWN www.countdownnet.info

 

La disinformazione imperante sulla dinamica degli attentati dell’11 settembre negli USA perdurata per anni ha spinto numerosi osservatori negli USA ed in altri paesi ad analizzare con spirito critico i fatti accaduti in relazione alla dinamica degli attentati, alle cause che li hanno determinati ed alle conseguenze determinatesi in questi ultimi cinque anni.

Si è deciso di organizzare una conferenza-dibattito sui fatti dell’11 settembre presso l’aula magna del Liceo Scientifico F Severi (Bastioni di Pta Volta 16) di Milano per la giornata di Sabato 9 settembre 2006 alle ore 17,30 secondo tale sequenza:

Introduce e coordina Tiziano Tussi.

Proiezione del video “11 settembre 2001 Inganno globale” di Massimo Mazzucco.  Il film, dopo le  trasmissioni di Matrix in cui Mentana ne ha proposto alcuni spezzoni, è in rete (su www.luogocomune.net) e in dvd (distribuito da Arcoiris Tv).

 Al termine della proiezione Emanuele Montagna (scrittore e saggista) si collegherà con Massimo Mazzucco per analizzare tecnicamente la dinamica degli attentati e per rilanciare l'impegno del movimento italiano per la verità sull'11 settembre.

 Qundi vi saranno degli interventi su argomenti specifici relativi ad ipotesi sulle cause degli attentati e sulle conseguenze che hanno portato ad un radicale mutamento del sistema economico e politico più generale.

 Paolo Sensini interverrà sugli aspetti e le dinamiche che hanno preparato l’evento cercando di individuare le ragioni che hanno portato agli attentati mettendo in discussione le versioni ufficiali relative alla minaccia del terrorismo islamico radicale.

 Antonio Pagliarone prenderà in esame da un punto di vista empirico il declino economico degli USA, l’andamento delle spese militari americane ed il ruolo della “Lobby” del Pentagono relativo alle “new politics” dell’amministrazione di George Bush, la dinamica delle privatizzazioni , dell’outsourcing che hanno radicalmente cambiato la struttura del Complesso Militare Industriale americano.

 Giuseppe Sottile toccherà alcuni aspetti relativi alle conseguenze della politica estera americana mettendo in discussione le tesi ricorrenti relative agli interessi sul petrolio mediorientale da parte della cosiddetta “superpotenza”. Lo slogan "No Blood for Oil" che ha caratterizzato i movimenti di opposizione si è rivelato completamente infondato.

 

I contributi verrano poi trasformati in una serie di articoli (con gli opportuni approfondimenti) che potranno essere pubblicati in una raccolta che comprenderebbe in allegato il DVD del filmato “11 settembre 2001 Inganno globale” ed eventuali altri contributi di coloro che non hanno potuto partecipare all’iniziativa.

 

 

 

 

Speculative Capital

Nasser Saber

 

Speculative Capital is the study of the formation and rise of speculative capital, its dominance of financial markets and its self-destructive tendency to bring about systemic collapse. It is the most ambitious effort to explain the dynamics of "global finance" through a unified and coherent theory.

Speculative Capital is a work in progress. Vols. 1 and 2, The Invisible Hand of Global Finance and The Nature of Risk in Financial Markets, were published in 1999; Vol. 3, The Enigma of Options, in 2006. Vol. 4, Dialectics of Finance and the final Volume, Systemic Risk, will follow.

Contact books@sabersystem.com for information.

The effects of speculative capital - the deregulation of markets, the rise of derivativs, the increase in market volatility - are all around us. But there is no mention of speculative capital in finance textbooks.

There is, of course, the obligatory reference to speculation in all of them, but speculation in these books is always defined as the actions of speculators, those beneficent rascals of finance who bring liquidity to markets the way Prometheus brought fire to humans. That is their brief role o the economic stage. Then they are heard of no more.

But the subject of finance is not people. It is capital in circulation. When we shift our focus from the speculator as a person to capital as a thing, it becomes readily apparent that speculative capital - the sum total of capital in markets earmarked for speculation - is quite different thing. In discovering speculative capital, we discover the patent force of the invisible hand in the markets and the momentous consequences of its operation.

Vol. 1: The Invisible Hand of Global Finance

Examines the formation and rise of speculative capital and its impact on markets, law and politics.

Vol. 2: The Nature of Risk in Capital Markets

Analyzes market, credit, operations and legal risk in financial markets with emphaiss on derivatives.

Vol. 3: The Enigma of Options

The Enigma of Options is the exposition of Nasser Saber's groundbreaking theory of options that is the basis of the SaberSystem. A must read for traders and academics.

 

 

 

 

Marxism and Ecological Economics

Toward a Red and Green Political Economy

Paul Burkett

 

This book undertakes the first general assessment of ecological economics from a Marxist point of view, and shows how Marxist political economy can make a substantial contribution to ecological economics. The analysis is developed in terms of four basic issues: (1) nature and economic value; (2) the treatment of nature as capital; (3) the significance of the entropy law for economic systems; (4) the concept of sustainable development. In each case, it is shown that Marxism can help ecological economics fulfill its commitments to multi-disciplinarity, methodological pluralism, and historical openness. In this way, a foundation is constructed for a substantive dialogue between Marxists and ecological economists.

Readership: Ecological economists interested in alternative methodologies, all Marxists interested in ecology, and many other environmentally concerned social scientists (academic libraries, specialists, and students).

 

2006

 

 

 

 

Capitalism Unleashed

Finance, Globalization, and Welfare

Andrew Glyn

Description

Free enterprise is off the leash and chasing new opportunities for profit making across the globe. After a turbulent century of unprecedented social and technological change, Capitalism has emerged as the dominant ideology and model for economic growth in the richest, most developed countries. But only thirty years ago economic growth was faltering, inflation rising and the Left were arguing for greater state intervention in industry. How did this remarkable transformation happen? And what price have we paid in the process?
This accessible and persuasive book challenges the notion of our capitalist destiny. It provides a clear and concise history of the problems facing the economies of Europe, Japan and the US during the latter half of the twentieth century and questions whether capitalism has really brought the levels of economic growth and prosperity that were hoped for. Andrew Glyn then looks at the impact the rapidly developing economies of China and the South are likely to have on the older economies of the North. As the race is on to maintain growth and protect competitive advantage, Glyn asks: is the 'race-to-the bottom' inevitable as the anti-globalizers predict, with welfare states being dismantled to meet competitive demands? Or is there an alternative model, which sees a strong commitment to welfare provision as essential to economic growth? Can we afford not to tackle inequality at home as well as abroad?

 

Reviews

"This is by far the best economic history of how capitalism developed since the end of World War II and in particular since the 1970s oil shock. It is full of valuable information and should be required reading for students, as it tells clearly the issues and problems that motivate current economic research and debate."--Richard B. Freeman, Herbert Ascherman Chair in Economics at Harvard University and Director of the Labor Studies Program at the National Bureau of Economic Research

"For those of us who wish to work towards a juster world, despondent whining and wishful thinking are of little use. What we do need is a rigorous, well-documented, intellectually honest analysis of how and why capitalism has been tightening its grip over the world in the last few decades. Andrew Glyn's Capitalism Unleashed offers such an analysis. But it does more. It shows how this development calls for radical reforms different from those traditionally envisaged by capitalism's critics, and how it may well make them possible - at least if we prove persistent enough to keep pushing and clever enough to understand when and how."--Philippe Van Parijs, University of Louvain and Harvard University

"A dominant orthodoxy requires intelligent critics. Capitalism is today's dominant orthodoxy; Oxford University's Andrew Glyn is that critic. In this short, lucid and penetrating book, he examines how and why a free market economy came to be restored over the past two and a half decades, while condemning many of its consequences. The free market has, he argues, not only failed to deliver accelerated economic growth, but has worsened inequality and undermined economic security. Supporters of market economies must not ignore such criticisms. In particular, they must recognize the compatibility of a dynamic market economy with an intelligently designed welfare state." -Martin Wolf, Financial Times

'This short book, which is written by one of Britain's foremost political economists, Andrew Glyn, is a gem. It is vintage Glyn - carefully and scrupulously documented, accessible, and to this reviewer, thoroughly convincing. This book provides a thoughtful and profound analysis of contemporary capitalism. ' Ajit Singh, Professor of Economics, University of Cambridge

"In lucid prose, and with striking graphs and vivid quotes, Andrew Glyn lays out a concise economic history of developed countries in the last decades of the twentieth century. As he explains, there was a decisive and unexpected return to 'business as usual', but the economic and social benefits of this shift are much less clear."--Adrian Wood Professor of International Development, University of Oxford

2006

 

 

 

 

Marx's Capital Fourth Edition

 Ben Fine and Alfredo Saad-Filho


This brilliantly concise book is a classic introduction to Marx's key work, Capital. In print now for over a quarter of a century, and previously translated into many languages, the new edition has been fully revised and updated, making it an ideal modern introduction to one of the most important texts in political economy.

The authors cover all central aspects of Marx's economics. They explain the structure of Marx's analysis and the meaning of the key categories in Capital, showing the internal coherence of Marx's approach. Marx's method and terminology are explored in detail, with supporting examples. Short chapters enable the meaning and significance of Marx's main concepts to be grasped rapidly, making it a practical text for all students of social science.

Discussing Capital's relevance today, the authors consider Marx's impact on economics, philosophy, history, politics and other social sciences. Keeping abstract theorising to a minimum, this readable introduction highlights the continuing relevance of Marxs ideas in the light of the problems of contemporary capitalism.

2003

 

 

 

 

National Accounts and Economic Value
A Study in Concepts

Utz-Peter Reich

 

Description


Utz-Peter Reich addresses economists interested in a sound empirical foundation for their theoretical concepts. He investigates economic value and determines how value is defined in theory, which is microeconomic, and how it is measured in practice in national accounts. He demonstrates that microeconomic theory is not made to guide or interpret national accounts figures and he offers an alternative theory.

Contents

Introduction
Why Write About Value in the Context of National Accounts
Nominal Accounts
Transformation
Real Accounts
The Quality Problem
Theory of Value
Value Theory of the National Accounts
Value Theory in Economics
Open Questions
Index

2001

 

 

 

 

Time, Labor, and Social Domination

A Reinterpretation of Marx's Critical Theory

Moishe Postone

 

In this ambitious book, Moishe Postone undertakes a fundamental reinterpretation of Marx's mature critical theory. He calls into question many of the presuppositions of traditional Marxist analyses and offers new interpretations of Marx's central arguments. These interpretations lead him to a very different analysis of the nature and problems of capitalism and provide the basis for a critique of "actually existing socialism." According to this new interpretation, Marx identifies the central core of the capitalist system with an impersonal form of social domination generated by labor itself and not simply with market mechanisms and private property. Proletarian labor and the industrial production process are characterized as expressions of domination rather than as means of human emancipation. This reformulation relates the form of economic growth and the structure of social labor in modern society to the alienation and domination at the heart of capitalism. It provides the foundation for a critical social theory that is more adequate to late twentieth-century capitalism.

Contents

Part I. A Critique of Traditional Marxism: 1. Rethinking Marx’s critique of capitalism; 2. Presuppositions of traditional Marxism; 3. The limits of traditional Marxism and the pessimistic turn of Critical Theory; Part II. Toward a Reconstruction of the Marxian Critique: The Commodity 4. Abstract labor; 5. Abstract time; 6. Habermas’s critique of Marx; Part III. Toward a Reconstruction of the Marxian Critique: capital; 7. Toward a theory of capital; 8. The dialectic of labor and time; 9. The trajectory of production; 10. Concluding considerations.

Reviews

"Moishe Postone's timely study challanges the presuppositions of standard Marxisms and anti-Marxisms and contains valuable resources for renewing discussion of Marx. ...Postone makes a major contribution to Marx scholarship and social theory. Demonstrating a laudable depth, rigor, and tenaciousness of argument that reflect years of careful study and thought, he counters the all too frequent superficial affirmations and dismissals of Marx. His strong argument about the core of Marx's social theory opens fresh departure points for the ongoing debate over Marx and Marxism. Postone's book is difficult but very worthwhile reading." Journal of Modern History

"Time, Labor, and Social Domination is a deeply learned and profoundly ambitious book... ...an impressive, erudite exorcism of the (astonishingly mischievous) spectre of Ricardo that has been haunting Marxism for too long. ...there can be little doubt that Postone's book will dominate the discussion...for some time to come." Canadian Philosophical Reviews

"In this complex, dense, richly argued, and rewarding monograph, Moishe Postone offers a fundamental reconstruction and reinterpretation of the core structure of Capital....the rigor and richness of Postone's arguments makes this a key book even for those with other perspectives on capitalist dynamics." American Journal of Sociology

"...the best analysis of Marx's mature socioeconomic theory since David Harvey's The Limits to Capital (1982). It is obviously the fruit of long years of research and lengthy meditation. It is the kind of work that is well worth waiting for." David McLellan, American Political Science Review

"Postone's arguments are important and provocative....an important counterweight to the various Marxisms and post-Marxisms which currently clutter the academic world." Simon Clarke, Contemporary Sociology

"Moishe Postone has opened up a new front in Critical Theory in which Marx figures as the unsurpassed analyst of modernity. Without the dryness typical of 'back to basics,' his reading of Capital reveals categories--commodity, labor, value, time--as captivating as any construed in this century. When bonded to the visions of post-capitalist life from the Grundrisse, the Marxian project suddenly appears more vibrant than the recent debates about precisely how to shelve the theory indicate." Jeanne Schuler, Telos

"...The rigor and richness of Postone's arguments makes this a key book even for those with other perspectives on capitalist dynamics." Bob Jessop, American Journal of Sociology

"...a major attempt to reinvigorate the critical Marxist tradition by rethinking basic Marxist categories....Postone's critique is thus quite wide-ranging, and his contribution is substantial." Jeffrey K. Olick, Theory and Psychology

1993